be Freelance | Casa T2021

In questi ultimi giorni mi sono concentrato su di un Progetto di Architettura d’interni, Arredamento e Design di un immobile di circa 115mq in quel di Aversa (Ce) elaborato insieme alla mia carissima Amica e Collega Arch. Laura Bruno come collaborazione “be Freelance” con il suo Studio Professionale…

…questi Rendering ritraggono il Living dell’immobile progettato preliminarmente, arredato e decorato secondo le indicazioni del Cliente finale…

…Ad Maiora !

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be Freelance | Rendering cucina

In questi giorni ho elaborato come architetto Freelance un Lavoro Grafico 3D per un mio Cliente conosciuto tramite il marketplace Subito.it che opera come Architetto in quel di Paese (Tv).

Il Rendering riproduce fedelmente un suo bel Progetto di una cucina all’interno di un immobile sito nel beneventano.

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be Freelance | Renderings mobili arredo bagno

In questi giorni ho elaborato come architetto Freelance un Lavoro Grafico 3D per un mio caro Amico che opera come Commerciale nel settore dell’arredo bagno qui a Napoli.

I miei Renderings riproducono fedelmente tre mobili da lui venduti ad uno Showroom suo Cliente e diventeranno un veicolo promozionale per il sito web dell’Azienda di quest’ultimo.

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be Freelance | Renderings di una Suite

In questi giorni ho elaborato come architetto Freelance un Lavoro Grafico 3D per una mia Cliente conosciuta tramite il marketplace AddLance che opera come Architetto in quel di Capaccio (Sa).

I miei Renderings statici e panoramico riproducono fedelmente un suo bel Progetto di Architettura d’interni già realizzato relativo ad una suite d’albergo e diventeranno un veicolo promozionale dei suoi servizi professionali in area cilentana.

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be Freelance | CAD

In questi giorni mi sono dedicato ad un piccolo Lavoro di restituzione CAD per la gentilissima Ing. Beatrice G. operativa professionalmente nei dintorni di Venezia, conosciuta sul noto marketplace AddLance…

…il lavoro ovviamente è andato a buon fine, questa la recensione della mia Cliente: ” Rapido e puntuale, elaborazione corretta “

 

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“Una facciata a regola d’arte” | concorso di idee

Nelle settimane scorse ho partecipato ad un concorso di idee nella Provincia di Caserta dal nome “Una facciata a regola d’arte”, qui pubblico gli elaborati e la breve relazione al Progetto di Urban Design…Ad Maiora !

R E L A Z I O N E

L’idea progettuale è quella di riorganizzare e
riqualificare architettonicamente il layout della
piazza antistante la facciata oggetto del bando
rialzandone di 10cm la quota, rendendola
totalmente pedonale, dotandola di alberi, siepi,
panchine, lampioni, pietra lavica, pietra bianca,
legno ed un proiettore 3D Mapping in
corrispondenza dell’ albero centrale del nuovo
layout con il quale proiettare sulla facciata
oggetto del concorso tutte le opere pervenute
all’ ente banditore, promuovendo in tal modo
un modello inclusivo e valorizzando tutti i
partecipanti del concorso.
In particolare l’ opera da me proposta,
totalmente digitale, svolge un ruolo di supporto
alla proiezione delle opere di tutti i partecipanti
essendo impostata graficamente come una slide
di presentazione di tutte le opere.
La slide presenta una filigrana color seppia,
costituita da una rielaborazione dell’ immagine
satellitare della piazza, sulla quale emergono le
parole chiave del testo del bando di color rosso,
parole che immagino animate durante la
proiezione come consentito dalla attuale
tecnologia digitale.
Il Progetto di riqualificazione della piazza
prevede di tinteggiare la facciata oggetto del
bando di concorso di bianco, per fare da
supporto scenografico alla corretta proiezione
crepuscolare e notturna delle immagini
artistiche, risultando in tal modo totalmente
non invasivo.



 

Complesso Parrocchiale in Sessa Aurunca – Località San Castrese

Era il giorno 8 Ottobre 2013, giorno memorabile, quando dopo aver appreso via web dell’ esistenza della Scuola di Arte e Teologia e del relativo corso in Progettazione degli Spazi Sacri mi sono deciso velocemente a coronare un sogno che coltivavo da almeno dieci anni, realizzare cioè un piccolo progetto preliminare di un complesso parrocchiale e della relativa chiesa, progetto che avrei voluto elaborare durante il mio iter universitario o a maggior ragione con la Tesi di Laurea ma che allora nel 2003 non fu possibile portare avanti per le più svariate ragioni.

Il contatto con il Seminario dell’ Italia Meridionale, le sue eccellenze e l’ eccellenze di cui si fa testimone mi ha fatto sentire in questi mesi come una navicella spaziale che dispersa nel cosmo finalmente è ritornata presso la nave madre, nutrendo e depurando una forma mentis a dir poco inquinata dalla mediocrità che troppo spesso incontriamo nel mondo che ci circonda. Insomma molto entusiasmo e Gioia pura !

Temi Liturgici, Teologici, Artistici e Architettonici fusi insieme ad uno spessore umano quasi del tutto dimenticato nelle mie esplorazioni in questi dieci anni di lavoro mi hanno rincuorato e ricaricato per una esperienza che spero possa essere riconfermata anche negli anni a seguire, possibilità permettendo.



Relazione di Ilia Tufano referente artistico del Laboratorio di Progettazione del II indirizzo della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia “Proposte per una nuova Architettura Sacra” in merito al Progetto dell’ Architetto Giacomo Procino:

Ho conosciuto l’architetto Giacomo  Procino il 30 maggio scorso, in occasione del  Laboratorio di Progettazione che infine ha condotto a concretizzare le prospettive di collaborazione all’interno della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia,II indirizzo, di cui  il prof. Giorgio Agnisola  aveva ,in altri momenti, disegnato il progetto. Infatti in quella occasione ho appreso che l’architetto aveva manifestato la sua opzione di abbinamento, dopo aver visionato il materiale da me fornito sulla mia ricerca nel campo delle arti visive.

Dal dialogo che abbiamo avuto sono emersi alcuni significativi punti di contatto, che hanno immediatamente contribuito ad orientare e sviluppare positivamente la nostra collaborazione. Condividiamo entrambi quanto si legge in: “ Architettura e Teologia, la Chiesa committente di architettura”, di Giancarlo Santi, editore Il pozzo di Giacobbe,  a proposito di “Una chiesa semplice, sobria, bella” , dove, a proposito dei materiali, si indica l’uso” di materiali, noti, non rari, preziosi o “ricchi”. Nessun cedimento all’uso, alla sperimentazione di materiali e tecnologie “nuove”,inevitabilmente costose. Niente fasto, insomma,né trionfalismo. ma neppure banalità ed anonimato” pag.152 .Concentriamo il nostro interesse sul ruolo della luce, quale elemento capace di conferire senso allo spazio; la luce articola lo spazio architettonico ma anche e soprattutto gli può conferire una dimensione “ altra”, la dimensione tutta particolare del luogo di culto cristiano.

Egli mi ha scritto che : “ Il tema portante del mio progetto è la luce..”

Il progetto dell’arch. Giacomo Procino riesce ad inventare uno spazio che ha il senso dell’interiorità, attraverso dense zone d’ombra, adatte al raccoglimento, attraversate da lame di luce, che conducono verso i luoghi della celebrazione liturgica.

La luce, come si sa, è da sempre carica di simboli religiosi, è manifestazione del divino, essenza della bellezza. Ricordiamoci che Dante immagina e rappresenta il suo percorso di salvezza come un viaggio dalle tenebrose viscere della terra alla luce dispiegata , abbagliante dell’Empireo.

L’arch. Giacomo Procino mi ha illustrato il suo progetto, già definito e compiutamente sviluppato. In questo bel progetto hanno un ruolo determinante le ampie vetrate che caratterizzano la facciata dell’edificio sacro. Attraverso la luce di queste ampie vetrate l’interno sacro si apre all’esterno e si manifesta, così come sono proprio le vetrate ad attirare l’attenzione di chi le guarda , che, guardandole, riceve l’invito ad entrare, ossia l’ invito a vivere un’esperienza religiosa. La facciata è, come è noto, da sempre luogo fondamentale dell’edificio, di qualunque edificio,dove si manifesta l’osmosi tra interno ed esterno, dove si annuncia e si esprime il senso simbolico dell’edificio.

Abbiamo così pensato che proprio le vetrate potessero costituire, almeno in questa prima fase, l’oggetto del mio intervento. Ho, dunque, pensato alla luce, al misticismo della luce ed alla gioia che la luce ispira a tutte le creature viventi, ma ho voluto anche che in questo caso la luce recasse esplicitamente il messaggio cristiano ed ho cercato un simbolo che immediatamente lo richiamasse.

Il monogramma di Cristo o Crismon, nella sua forma più lineare, nella veste più rigorosamente geometrica è tanto semplice quanto efficace. Si carica di luce all’esterno e la trasporta all’interno, qualificandola cromaticamente e simbolicamente.

Come è noto,combina due lettere dell’alfabeto greco, che sono un’abbreviazione del nome di Gesù, la Χ  e la ρ,  iniziali  della  parola Χριστός , che in greco   significa  unto e traduce

l’ebraico “messia”. E’ un antichissimo e tradizionale simbolo cristiano, di cui si conoscono innumerevoli varianti: talora, per esempio,si trovano anche l’α e ω ed anche la lettera ς , l’ultima della parola Χριστός , talora le lettere sono inscritte in una corona d’alloro.

Ho preferito, come dicevo,la versione più lineare, la più consona, mi pare, al contesto dell’architettura  progettata.

I colori delle vetrate sono “quelli dell’alba e del tramonto”, come auspicava l’arch. Giacomo Procino, (l’α e ω della giornata );una luce giallo- rosata , che si carica della luce naturale e la restituisce più preziosa senza alterane la qualità.

Per la vetrata centrale si trattava di trovare una soluzione confacente alle dimensioni insolite , uno spazio molto esteso in lunghezza, rispetto ad un’altezza molto ridotta. Non si poteva ripetere il motivo delle vetrate sottostanti né creare qualcosa che ne prescindesse.

La vetrata centrale ha la collocazione ed in definitiva il ruolo che nella facciata in muratura di solito è tenuto da un’iscrizione ,che costituisce la dedica dell’edificio sacro alla Vergine, ai Santi, per esempio. In qualche caso ricordo di aver letto la frase : “Venite adoremus”, che poi è un verso di un anonimo canto natalizio del sec. XVIII. Ho  ricordato che l’arch. Giacomo Procino mi aveva scritto testualmente: “Sarebbe bello se i colori e la grafica delle vetrate da te disegnate per la chiesa da me progettata invitassero tutti i fedeli alla  Gioia alla quale tutti noi già qui in questo mondo siamo chiamati in prospettiva di Fede”.

Le sue parole si riferivano al senso che  si aspettava dal mio lavoro , richiesta cui ho cercato di corrispondere con tutta la mia proposta, ma potevano riferirsi più in particolare alla vetrata centrale per la quale ho dunque immaginato di scrivere VENITE ADOREMUS, nella trasparenza luminosa del vetro colorato. La parola, i colori di tonalità chiara e luminosa, la trasparenza fanno comunque parte del mio linguaggio, insieme alla semplicità delle linee.

La collaborazione con l’arch. Giacomo Procino è stata una bella esperienza, per l’indubbio valore del suo progetto, l’impegno del suo lavoro, ma anche per la capacità di stabilire una comunicazione. Ha dell’incredibile che un solo incontro e alcune e-mail possano consentire di collaborare , integrando  due esperienze così diverse.

Per questa ragione lo ringrazio e resto disponibile ad ulteriori interventi.

Napoli 17 Giugno 2014

Progetto di riqualificazione dell’ area dell’ ex mercatino di via F. Cerlone – Napoli

Il progetto di riqualificazione dell’ area dell’ ex mercatino di via Francesco Cerlone qui a Napoli elaborato nei primi mesi del 2012 ed esposto in questi Renderings nasce con l’intento di definire una vera e propria Agorà con aree commerciali ed aree coperte e scoperte più propriamente intime, con connotazioni riservate agli aspetti più ludici e per questo gioiosi dello stare insieme, volendo in tal modo fare dell’ incontro con l’ altro, con il prossimo che ci circonda, il tema portante ed il vero target dell’ intero discorso progettuale. Camminando lungo via Cerlone provenendo da via Canzanella si incontrano nell’ ordine i 45 posti auto previsti progettualmente ed in successione un ampia area vista come filtro vero e proprio dell’ agorà commerciale, segnalata da una porta ed una torre tecnologica contenente tabelloni elettronici per la comunicazione all’ interno dell’ agorà (per diffondere informazioni legate all’ orario il tempo ed annunci pubblici o altro), al cui interno un ascensore provvede a portare i fruitori lungo un percorso rialzato. Superata la porta si accede all’ interno dell’ area commerciale attrezzata con una batteria di N°12 attività commerciali tra le quali sono presenti l’ edicola ed il bar previsti dal bando progettuale, negozi costituiti da due vani, un bagno con relativo filtro e caratterizzati dalla presenza di un lucernario che illumina l’ area della vendita con luce solare. Sopra la batteria di negozi corre il percorso pedonale rialzato previsto dal progetto. Nell’ area dell’ agorà commerciale possono trovare ospitalità anche eventuali esposizioni estemporanee legate alla vendita o ad altro. Sul fondo dell’ agorà una piccola struttura pubblica su pilotis ospita una ludoteca, alla quale si accede attraverso una doppia rampa di gradoni e/o un ascensore panoramico, struttura che con la sua presenza demarca l’ area più intima dell’ agorà, in parte coperta ed in parte scoperta all’ interno della quale si accede attraverso una seconda porta definita sempre dal percorso pedonale rialzato e ospitante tre palme e panchine per i suoi ospiti. I materiali con i quali è previsto l’ intervento sono pietra lavica per la pavimentazione, cemento armato a vista per le strutture, mattoni e legno per i tompagni e le rifiniture, le insegne dei negozi dell’ area commerciale e della ludoteca sono in acciaio inox satinato, gli infissi in legno e vetro. Una fascia alberata circonda tutto l’ intervento costituendo in alcune zone l’area prevista dal bando per lo sgambamento dei cani. Tra la ludoteca, i negozi e la torre tecnologica corre un percorso pedonale rialzato costituente una passeggiata ancora più intima e spettacolare nell’ area dell’ agorà che ricuce strutturalmente tutto l’ intervento. Il progetto costituisce una simulazione ed un esercitazione non avendo come architetto partecipato professionalmente al concorso.

Restituzione 3D Chiesa di San Bernardino – Morcone (Bn)

Nel secolo XVI al centro del paese di Morcone (Bn) è sorta la chiesa di San Bernardino.

I lavori iniziarono nel 1515 e terminarono nel 1608.

Essendo stata la più bella chiesa di Morcone, è stata la sede preferita di molti valenti predicatori. È stata sempre classificata come vanto ed orgoglio della intera popolazione ed ha rappresentato per il paese una magnifica testimonianza di grandezza, di bellezza e di funzionalità.

Purtroppo nel 1917 fu distrutta completamente da un incendio e, divenuta un rudere, ha subito l’incuria del clero e degli uomini per 70 anni.

Solo nel 1987 è ritornata all’antico splendore essendo stata trasformata in Auditorium per volontà dell’Amministrazione comunale.

Quello che vedete in queste immagini è la rappresentazione virtuale in 3D sotto forma di Renderings della Chiesa realizzati all’interno della mia attività formativa di “personal Tutor” svolto nel 2012 per un mio allievo, mio cugino Andrea, Renderings elaborati mediante i softwares Sketch Up e Maxwell Render…

…Ad Maiora !