07_Il disegno di Architettura d’ interni – la sezione

Riepilogando la pianta o sezione orizzontale  è la generatrice dello spazio ed è un disegno tecnico eseguito rispettando una scala metrica, disegno che crea una corrispondenza con quanto osserviamo nella realtà architettonica, corrispondenza che può essere di natura analitica, il rilievo, o progettuale, l’ idea creativa e le istruzioni che elaboriamo per metterla in atto.

Tuttavia le sezioni non sono solo orizzontali ma ovviamente anche verticali.

Per indagare la realtà architettonica come dato di fatto o per fare un elaborazione meramente creativa in chiave progettuale possiamo servirci quindi di molti strumenti grafici, rappresentando l’ architettura visivamente con un linguaggio oggettivo, il disegno tecnico bidimensionale (piante, prospetti e sezioni) che ci consente di raccontarne e manipolarne il senso.

La sezione verticale infatti non fa altro che osservare questa realtà da un altro punto di vista, quello verticale appunto, inserendo un nuovo parametro all’ interno della nostra analisi, quello dell’ altezza del corpo architettonico rapportato all’ altezza del corpo umano.

Il corpo architettonico, essendo tridimensionale, non si sviluppa solo su di un piano orizzontale per cui basta rappresentarlo in pianta ma si presenta spesso nella realtà con avvincenti e complessi salti di quota dei suoi percorsi interni con altezze delle sue parti che definiscono lo spazio in modo originale e proporzionato al senso con il quale è stato connotato.

Una delle ragioni del disegno di una sezione in un progetto di interni è appunto quello di controllarne e definirne le altezze ed i suoi salti di quota interni. Molto spesso infatti le sezioni indagano proprio gli elementi che guidano il percorso attraverso i corpi scale, controllando ad esempio il rapporto tra alzata e pedata nonché la corrispondenza delle strutture oblique in altezza affinché il corpo umano non trovi degli ostacoli al suo passaggio durante il salto di quota.

Ovviamente non solo i corpi scale ci invitano a disegnare una sezione interna. La presenza di pedane, controsoffitti in cartongesso, l’ altezza dei vani di passaggio e dei vani finestra e la distanza tra i solai sono ad esempio alcuni dei motivi principali di indagine in tal senso.

Da un punto di vista grafico il concetto è lo stesso a quello descritto per le piante, con la differenza della posizione verticale del piano di sezione e quindi degli elementi sezionati e proiettati. Idem dicasi per lo spessore delle linee e della scala metrica di cui abbiamo parlato in precedenza.

Nell’ insieme piante, piante di copertura, prospetti e sezioni per le quali nel caso dell’ architettura di interni parliamo di vere e proprie sezioni prospetto completano il discorso della rappresentazione bidimensionale del corpo architettonico.

Il prospetto infatti non è altro che un disegno costituito da linee generate dalla sola proiezione delle parti dell’ edificio su di un piano verticale posto all’ esterno dell’ edificio stesso e possiamo quindi facilmente immaginare come sia costituito da linee graficamente sottili o sottilissime, una pianta di copertura non è altro che un prospetto orizzontale che osserva il corpo architettonico dall’ alto, una sezione verticale o sezione prospetto è costituita come la pianta da parti sezionate e parti proiettate con la differenza che in quest’ ultimo caso il piano di sezione è per l’appunto posto in verticale.

A volte il piano di sezione si presenta costituito a baionetta ovvero composto da più piani paralleli sfalsati tra loro ma il disegno finale è reso graficamente come se fosse generato da un unico piano.

Che si parli di piante o di sezioni una piccola precisazione sulla scala metrica del disegno tecnico è dovuta.

Durante la nostra rappresentazione analitica, il rilievo, o la nostra elaborazione creativa, il progetto, ci si serve infatti di scale metriche diverse anche molto distanti tra loro con le quali possiamo rappresentare genericamente una tipologia architettonica in pianta o indagarne le sue parti fin nel particolare studiando un dettaglio architettonico. Cosi una scala metrica tipo 1:50 ci servirà per rappresentare una casa in pianta nel suo insieme e disegni in scala 1:5 o addirittura 1:2 o 1:1 o 2:1 saranno utili per indagarne le caratteristiche nel dettaglio, disegnando i particolari nelle loro dimensioni reali o addirittura ingrandite per meglio comprenderne la natura.

Gli strumenti del disegno tecnico bidimensionale erano il foglio di carta, la matita, la gomma, le squadrette, la riga il compasso e in tempi più recenti il tecnigrafo in quella che tuttavia era una vera e propria attività amanuense, proprio come i frati che nel medioevo copiavano i testi classici per tramandarli ai posteri, rendendo di fatto il disegno tecnico unico e spesso irriproducibile se non a scapito di ulteriore attività amanuense. Da qualche decennio tuttavia lo scenario è completamente cambiato e computer e software specifici, plotter, mouse, scanner e stampanti hanno sostituito quel mondo rendendolo automatico ed altamente informatizzato.

Il tecnigrafo, strumento di lavoro nobilissimo costituito da due righe ortogonali libere di scorrere su due binari in orizzontale e verticale su, montate con un goniometro su di un tavolo che poteva essere posizionato in verticale, orizzontale o in obliquo per facilitare l’ attività grafica del disegnatore è stato soppiantato infatti dal Cad che ha di fatto liberato il disegno dalla sua unicità rendendolo facilmente modificabile e di fatto riproducibile all’ infinito senza sforzo.

Ovviamente il contenuto del linguaggio grafico, altamente normato ed unificato, è rimasto lo stesso nonostante il progresso tecnologico e ancora oggi i disegni vengono stampati su fogli di carta mediante plotter o riprodotti virtualmente sullo schermo del computer smaterializzando il foglio sotto forma di immagini, per cui parliamo ancora oggi, almeno per il momento, di piante e sezioni nei termini descritti con semplicità in precedenza.

06_Il disegno di Architettura d’ interni – la pianta

La pianta è la generatrice dello spazio !

Uno dei punti fermi del costrutto intellettuale di un architetto e quindi anche di un interior designer è riassumibile in questo semplice assunto, ma che cos’ è una pianta e soprattutto a cosa serve ?

Tecnicamente una pianta non è altro che una sezione orizzontale, ovvero un disegno tracciato ad esempio a matita su di un foglio di carta che rappresenta un piano che interseca un volume architettonico orizzontalmente e sul quale si riportano gli elementi del volume sezionati ed in proiezione gli elementi caratterizzanti dello spazio dal basso verso l’ alto e talvolta anche dall’ alto verso il basso.

Per capirci, immaginiamo di aver a che fare con un solido, ad esempio un cubo poggiato per terra in uno spazio aperto, immaginiamo che un piano orizzontale parallelo al terreno intersechi ad una certa altezza il cubo, ad esempio ad un metro e mezzo di altezza, la figura che viene a determinarsi in questa sezione orizzontale la definiamo pianta.

Supponiamo ora che il nostro cubo sia cavo all’ interno e che lo spessore delle sue pareti sia di qualche unità, supponiamo che il cubo abbia il lato esterno corrispondente a 5m e che le pareti siano spesse 40cm. Il nostro cubo quindi potrebbe somigliare ad un corpo architettonico contenente una stanza, immaginiamo quindi una porta di accesso, ovvero un foro in una parete verticale del cubo che misuri due metri dalla quota del lato orizzontale interno e largo 90cm per lasciare passare attraverso il corpo di una persona, supponiamo che sul fronte opposto vi sia un altro foro corrispondente ad una finestra larga 2m ed alta 1,5m, posizionata ad una certa altezza rispetto al piano orizzontale inferiore del cubo, immaginiamo che vi sia una persona all’ interno del cubo e immaginiamone gli spostamenti dall’ esterno verso l’ interno e quindi verso il centro del cubo ed a seguire verso la finestra, immaginiamo che ci siano degli infissi interni, una porta di ingresso e le ante della finestra, immaginiamo che le pareti verticali del cubo siano costituite da tanti mattoncini di argilla cotta, che le pareti interne verticali siano costituite di intonaco, che la superficie interna orizzontale di calpestio sia costituita da tessere di 40cm per 40cm, il pavimento composto ad esempio da un gres e che in generale lo spessore dei piani orizzontali del cubo sia costituito da un sistema tecnologico strutturale di una certa complessità e resistenza.

Insomma il nostro disegno sul foglio di carta da un semplice quadrato si arricchisce di informazioni sempre più complesse arricchendosi formalmente, informazioni che riportano, sotto forma di linguaggio tecnico, quelle relative all’ oggetto definito nella sua matericita’ e quindi nella sua realtà ed in particolare ci riportano delle informazioni relative al suo spazio interno ospitante un corpo umano.

Cosa manca al nostro disegno, la pianta, per essere rappresentato correttamente sul nostro foglio di carta ?

La scala metrica !

L’ esigenza di una scala metrica è dovuta alla necessità di riportare su delle superfici orizzontali trasportabili, maneggevoli e facilmente leggibili, il foglio di carta, il disegno rappresentante lo spazio architettonico.

Cosi stabilendo ad esempio che una unità relativa alla dimensione di una linea del disegno in realtà ne rappresenta ad esempio 50 unità abbiamo che tutto il disegno riportato sul foglio di carta rappresenti con una piccola ma complessa figura geometrica ciò che accade nella realtà che stiamo rappresentando.

Abbiamo quindi creato una corrispondenza tra quello che accade nella realtà e quello che è riassunto sul foglio di carta nella sua complessa rappresentazione geometrica.

Sottolineiamo che questa corrispondenza implica tuttavia la presenza di un attante fondamentale ovvero l’ essere umano cui l’ oggetto ed il suo interno ovvero lo spazio architettonico sono rapportati.

Sul foglio di carta infatti possiamo immaginare non solo la realtà fisica delle strutture dello spazio ma anche simbolicamente le dimensioni del corpo umano che interagisce con lo spazio di cui stiamo parlando e che abbiamo disegnato graficamente sul foglio di carta. Senza la presenza del corpo umano attraverso il quale si manifesta la Vita nella realtà il nostro gioco sapiente, il progetto, non avrebbe alcun senso.

Qual’ è la differenza tra un disegno in scala come una pianta ed uno schizzo architettonico riportante una pianta disegnata a mano libera?

Semplicemente le proporzioni !

Lo schizzo infatti per quanto preciso non avrà mai in se l’ accuratezza di un grafico in scala pur riportando su di un foglio di carta informazioni spesso preziose e complesse.

Un piccolo ulteriore accenno allo spessore delle linee tracciate sul foglio di carta relative alla nostra pianta architettonica, linee che se di uno spessore ad esempio di mezzo millimetro ci informano se il disegno riguarda un corpo sezionato orizzontalmente o, nel caso di linee sottilissime, se sono relative invece a corpi le cui figure sono proiettate sul piano orizzontale come dicevamo dal basso verso l’ alto o dall’ alto verso il basso.

Ricordiamo che il disegno tecnico e quindi anche la pianta nel suo linguaggio è codificato da precise norme internazionali unificate.

Concludiamo con accennare alla differenza tra la pianta intesa come rilievo metrico e pianta sintetizzante il progetto architettonico.

Il rilievo riporta quanto osserviamo nella realtà in una operazione meramente analitica, la pianta progettuale, generatrice dello spazio architettonico, utilizza lo stesso linguaggio per prevedere quelle che saranno le operazioni con le quali si organizzerà la trasformazione materiale di un ambiente o di più ambienti ad esempio quelli di un appartamento, organizzazione dello spazio che è l’ oggetto del nostro corso di interior design.